Ricostruzione
Futurista dell'Universo
GIACOMO BALLA FORTUNATO DEPERO
Opere 1912-1933 dal 12 ottobre al 26 novembre 2006
La
mostra Ricostruzione Futurista dellUniverso.
Giacomo Balla Fortunato Depero. Opere
1912-1933, curata da Sergio Poggianella,
organizzata dalla Transarte srl con
il patrocinio dellUniversità
di Palermo, della Città di Palermo
Assessorato alla Cultura, della
Provincia Autonoma di Trento e del Comune
di Rovereto; e ancora con la collaborazione
delle Generali Assicurazioni di Verona,
della Art Service Trasporti di Palermo
e della Federico II Servizi Museali
di Palermo.
Nel 1915
Giacomo Balla, uno dei cinque padri
fondatori del Futurismo, e il giovane
Fortunato Depero danno alle stampe il manifesto
Ricostruzione Futurista dellUniverso
e con quelle quattro geniali paginette imprimono
al movimento fondato solo sei anni prima da
F.T. Marinetti una svolta radicale, che in
breve tempo cambierà il volto stesso
del Futurismo. Nel manifesto, come evidenzia
il titolo, si auspica una disseminazione dei
principi del Futurismo in tutti gli ambiti
del vivere e in tutte le forme dellespressione
umana, ma si suggerisce anche una linea nuova
per le arti visive, che sarebbe poi risultata
vincente su quella iniziale: da allora in
poi i futuristi avrebbero guardato il mondo
cercandovi gli equivalenti astratti
di tutte le forme e di tutti gli elementi
delluniverso. Il Futurismo si
staccava dunque dalla linea di segno simbolista
cara soprattutto a Umberto Boccioni (sino
ad allora leader incontrastato del gruppo,
ma ormai in preda a una crisi lacerante che
lo avrebbe accompagnato sino alla morte, lanno
successivo), abbandonava la tecnica del divisionismo,
di cui tutti i padri fondatori
si erano nutriti, e sceglieva decisamente
le forme geometriche della modernità
industriale. Non a caso i due autori del manifesto
del 1915 si firmano: Balla Depero Astrattisti
Futuristi.
Partendo dal principio arte-vita, che è
stato uno dei cardini intorno al quale si
è organizzato il pensiero e l'azione
dei protagonisti della scena futurista si
prenderà in esame l'utopia futurista
di una ricostruzione totale delluniverso
ed i suoi sviluppi nel campo delle arti applicate,
facendo una incursione tra gli oggetti delle
case darte più famose, legate
a figure note, quali Balla e Depero appunto.
Complessivamente 60 opere, tutte provenienti
da collezioni private italiane: realizzazioni
o studi di manufatti destinati al quotidiano,
come giocattoli e marionette, piastrelle,
arazzi e cuscini, mobili e paralumi, abbigliamento,
esecutivi per la grafica pubblicitaria. Ma
anche studi e realizzazioni per il teatro:
da segnalare che è esposto per la prima
volta il Tamburo per il Teatro dei Piccoli
che nel 1918 Fortunato Depero realizzò
per richiamare il pubblico nelloccasione
dello spettacolo dei Balli Plastici;
e ancora il Piedigrotta in velocità
+ rumore del 1914 di Giacomo Balla,
che arriva a Palermo dopo la mostra al Guggenheim
di Venezia su Severini e la danza
a testimoniare leccezionalità
di un intervento in cui il tema della velocità
viene applicato al bozzetto per un costume
teatrale, il Piedigrotta del parolibero
napoletano Francesco Cangiullo. «Una
mostra non esclusivamente di opere importanti
scrive il curatore Sergio Poggianella
piuttosto di tappe comunque significative
della ricerca artistica condotta da Balla
e Depero».
Il valore principale di questa esposizione
rimane quello di avere attinto alle collezioni
private prevalentemente trentine e
siciliane - opere poco conosciute o addirittura
inedite: come lolio su tela del 1917
di Fortunato Depero, Pappagallo, civetta
e uccello meccanico, rinvenuto appena
tre mesi fa, unopera in cui la poetica
cubo-futurista matura verso quellastrattismo
magico che diventerà distintivo nella
produzione di Depero; o ancora lolio
su tela di Giacomo Balla, proveniente da una
storica collezione siciliana, Motivi
di forme-rumore del 1916, dove lartista
struttura la grammatica dei dinamismi compenetrati.
Alla redazione del catalogo hanno collaborato
Anna Maria Ruta, esperta di Futurismo siciliano,
alla quale va il merito di avere reso noti
gli inediti carteggi tra Giacomo Balla e il
futurista messinese Guglielmo Jannelli, e
quelli tra Fortunato Depero e lamico
siciliano Girbino; Maurizio Scudiero, curatore
dellArchivio per il catalogo Generale
delle Opere di Fortunato Depero, che sintetizza
il ruolo delle Case dArte rispetto al
movimento artistico del Futurismo; Alberto
Sposito, docente di Architettura dellUniversità
di Palermo, che ha ritrovato materiale fotografico
dal quale è stato possibile accertare
la materiale esecuzione di alcuni progetti
architettonici di Depero in Sicilia; Enrico
Sturani, collezionista ed esperto di arte
postale, che ha saputo raccontare luso
innovativo che seppero farne i Futuristi;
Micaela Sposito, che ha curato la schedatura
scientifica delle opere.