LIMAM
NACOSTO
SANTI CONDOTTIERI E DONNE RIVELATE Pitture persiane su vetro tra 800
e 900
dal 29 settembre al 5 novembre 2006
Il
successo di pubblico e critica che ha
accolto questa mostra a Palermo
dove è stata proposta lo scorso
maggio presso lOratorio di Santa
Cita, realizzata in collaborazione con
lo Studio-B e con il patrocinio della
Provincia Regionale di Palermo
ha fatto sì che la Transarte
la riproponesse a Rovereto ad apertura
della stagione artistica 2006-2007.
In esposizione
la più prestigiosa collezione privata
di pitture su vetro proveniente dallantica
Persia; esemplari altrettanto interessanti,
ma non così numerosi, si trovano al
Golestan Museum di Teheran e al Middle East
Museum di Erevan. Oltre 60 pitture, della
cui raccolta e salvaguardia bisogna rendere
merito al paziente lavoro, durato quasi cinquantanni,
dei coniugi Margò Tomassian, armena
dellIran, e Anselmo Francescani, pittore
e scultore milanese. La mostra-catalogo, curata
da Micaela Sposito, già dalla scelta
del titolo LImam nascosto,
sottolinea la necessità di ricercare
e divulgare, proprio a partire dalle collezioni
private, le tracce di importanti tradizioni
artistiche che in Paesi come lIran
fortemente penalizzati da vicissitudini storiche,
conflitti, regimi persecutori e integralismi
rischiano di scomparire.
Con questa mostra si palesa lo sviluppo narrativo
del percorso devozionale sciita: liconografia
sacra nella pittura popolare della Persia,
su vetro e non, sceglie i propri temi quasi
esclusivamente nella tradizione dei dodici
Imam e dei loro martìrii, a partire
dal primo Imam, il Santo Alì. In origine
offerte votive, le pitture su
vetro in questa occasione esposte hanno per
soggetto la famiglia del primo Imam designato
dal Profeta (Alì e la sposa Fatemeh
con i figli Hassan e Hosseyn), ma anche il
ciclo della battaglia di Karbalà (con
gli episodi relativi al martirio di Hossesseyn
e dei suoi fedeli; per gli Sciiti lIslam
deve la propria sopravvivenza a questa sacra
rivolta, senza quale gli Ommaidi avrebbero
annientato la religione islamica) o la riproduzione
di versi dal Corano. In mostra anche tre tele
popolari realizzate tra la fine dellOttocento
e i primi del Novecento, sulla battaglia di
Karbalà (una dalle grandi dimensioni;
cm 165x365).
La curiosità: nella tradizione popolare,
in contrasto con i dettami più rigorosi
della dottrina religiosa islamica, i volti
dei personaggi vengono raffigurati. E
una delle ragioni per cui molte di queste
pitture sono state distrutte o manomesse con
la rimozione del disegno del volto.