Monocromi
Monochrome
Nelly Bührle Anwander Sculptures dal 10 febbraio al 15 aprile 2006
Ritorna
alla Transarte, ancora con una personale
dei lavori più recenti, lartista
austriaca Petronilla,
al secolo Nelly Bührle Anwander,
reduce dai successi in Olanda, Germania,
Giappone.
In mostra
25 sculture, realizzate con la tecnica che
è cara allartista (ovvero una
particolare interpretazione del papier-maché)
ed altrettanti disegni che illustrano il percorso
creativo preparatorio alle sculture stesse.
Ma, come anticipa il titolo della mostra,
per questa nuova serie di sculture Petronilla
si affida ad una scelta monocroma: «Con
i Monocromi spiega il curatore Sergio
Poggianella Petronilla si fa interprete
della drammaticità della condizione
umana, pur non rinunciando a quella sottile
vena ironica e a quella fertile leggerezza
dello stile che contraddistinguono la sua
produzione».
Nel percorso espositivo il mito di Europa
gravida che cavalca Giove-Toro declassato
ad un giocattolo su quattro ruote; I
Magnifici Sette sotto Osservazione sono
uomini (re nudi) nello sguardo di una donna
che solo allapparenza sembra avere conquistato
una propria autonomia di ruolo; uomini e donne
dalle fattezze surreali e dalle pose impossibili
si interrogano sul proprio destino, pochi
fortunati a cavallo di animali fantastici
ambiscono a mete ignote.
Una grande prova di maturità artistica
per Petronilla, come sottolinea Gillo Dorfles
nel contributo critico in catalogo: «Nulla,
dunque, dellidea tradizionale di un
uomo in perfetta armonia con il creato, ma
piuttosto quella di un uomo vittima di una
deformazione genetica, forse esito di qualche
ipotetica ma possibile catastrofe
tellurica che ne abbia metamorfosato laspetto.
Ecco infatti, solo a citare qualche esempio,
le figure capovolte (Il piacere della danza
I e II), o quelle con braccia elevate ad implorare
il cielo (La resa delle mani I, II e III);
o la bacheca con i loculi gremiti di pseudo-ossa
di mani e piedi (Il box dellerrore antropometrico);
ed ancora le due grandi figure erette, dai
volti appena accennati e dal sesso incerto,
a grandezza duomo, ma con le gambe fuse
in un unico tronco ed i piedi trasformati
in piedi-stallo (Uomo nero che
guarda verso il cielo e Donna nera che discute).
Unopera, in definitiva, che ci dice,
ancora una volta, come larte possa essere
al tempo stesso giocosa e drammatica, reale
e surreale, provocatoria e sarcastica; e soprattutto
come soltanto linvenzione autentica
e costante di forme e colori, materiali, possa
far sì che il buono ed il cattivo gusto
dunque l arte elitaria
ed il kitsch possano convivere
e proliferare con reciproco vantaggio».