SGUARDO
AD/DA EST
ARTISTI CONTEMPORANEI RUSSI E CINESI
6 Aprile - 19 Maggio 2005
«Sguardo
ad/da Est» ribadisce il proposito
della nostra galleria di seguire le
rapide trasformazioni del mercato internazionale
dellarte e di promuovere un circuito
espositivo e commerciale dove possano
trovare spazio artisti di cultura non
occidentale.
In mostra dalla
Cina Zhao Bandi, Zhuang Hui
e Luo Yongjin; dalla Russia Serghey
Denissov, Vladislav Efimov, Dimitry
Mishenin, Elena Nemkova e Vladimir
Shinkarev. Al di là del fatto che
i più tra questi nomi siano molto noti
in patria e che siano stati invitati a prestigiosi
appuntamenti come la Biennale di Venezia o
quella di Sydney, e che quindi si tratti di
artisti il cui lavoro è già
consolidato nel mercato internazionale dellarte,
con «Sguardo ad/da Est» la Transarte
rinnova la proposta «per un punto di
vista altro».
Lo sguardo ad est, già sperimentato
con successo qualche mese addietro con le
fotografie dellartista bulgaro Garo
Keshishian, in questa occasione si apre agli
sviluppi dellarte in Russia e Cina;
ma è anche uno sguardo da est, nel
senso che gli artisti selezionati, e in particolare
i fotografi, sono stati invitati a confrontarsi
con soggetti e tematiche del mondo occidentale.
In Russia dopo la Perestroika ed in Cina dopo
Mao Zedon e Deng Xiaoping, si è svolto
un processo di integrazione artistica nella
cultura mondiale che se in una prima fase
operava su percorsi sperimentali, spesso ancora
caratterizzati da una forte reazione rispetto
al passato, oggi riesce a salvaguardare la
propria eccentricità, quell'identità
peculiare determinata dalla sensibilità
e spiritualità dei luoghi dorigine,
ed insieme a superare la cristallizzazione
negli schemi prefissati di "arte per
le masse" imposta dai regimi comunisti,
nellambito dei quali ogni ricerca artistica
che si discostasse dagli stili ammessi era
censurata in quanto "borghese".
Questa selezione di artisti russi e cinesi
cerca di indagare come e quanto il retaggio
della tradizione sia ancora elemento vivo
e qualificante nella produzione contemporanea
e, nel caso di coloro che vivono in occidente
da molti anni, come proprio le basi della
loro tradizione culturale e artistica siano
ancora permanenti e valide oltre che maturate
verso forme più complesse nei contatti
con altre culture. Allora se, da una parte,
lo sguardo ad est ci racconta il protagonismo
della ricerca individuale, libera finalmente
da ideologie oppressive e da imposizione di
generi; dallaltra, lo sguardo da est
testimonia lesistenza della ricerca
artistica di società che, attraversando
un cambiamento radicale, si confrontano con
il mondo occidentale senza esserne suggestionate,
accogliendone gli elementi di progresso e
integrandoli nelle proprie tradizioni millenarie.
«Lo sguardo che proponiamo è
un ulteriore esperimento culturale
spiega il curatore Sergio Poggianella
per risalire allorigine della questione
della globalizzazione e delle sue conseguenze
a scala planetaria. I termini occidentale
e non-occidentale non sono però da
intendersi in contrapposizione perché
le nostre civiltà sono il risultato
di profondi scambi avvenuti a livello economico,
politico e culturale. Rimane pur vero che
lOccidente, prima attraverso le pratiche
del colonialismo poi attraverso quelle del
controllo finanziario dei mercati, ha interferito
se non condizionato la vita e gli esiti delle
produzioni artistiche altrove maturate. Oggi
diventa quanto mai necessario prestare attenzione
a tali esiti e muovere, a partire da essi,
una sempre più puntuale riflessione
sulle scelte più o meno consapevoli
del mercato internazionale dellarte».