Transarte
 
 
 
 

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WLADIMIRO TULLI
Dopo il futurismo | Il lirismo geometrico tra gli anni ‘60 e ‘90
dal 2 maggio al 21 giugno 2008

La Transarte di Rovereto il 2 maggio p.v. alle ore 18 inaugura un'esposizione dedicata a Wladimiro Tulli, artista marchigiano di straordinaria inventiva scomparso nel 2003, artista dal linguaggio originale, fervido di spunti e di fermenti culturali.


BIOGRAFIA

E' nato nel 1922 a Macerata, ove risiede e lavora. Ha iniziato la sua attività nel 1938 con il pittore Bruno Tano, continuando le proprie ricerche con Enrico Prampolini che aveva incontrato nel 1940 e successivamente, dal 1948, con Osvaldo Licini, che aveva conosciuto nel 1942. Nel 1939 primo incontro con F.T. Marinetti. Nel 1942 conosce Giacomo Balla e Fortunato Depero e nel 1943 Gino Severini, Mario Radice e Ivo Pannaggi.
Dal 1938 al 1943 ha fatto parte del Gruppo Boccioni di Macerata. Successivamente, dalla fine della guerra, precisa le sue esperienze non figurative, stabilendo contatti e rapporti, non soltanto personali, con le personalità artistiche più importanti dei principali movimenti astratto-concreti, astratto-spaziali, astratto-informali italiani ed europei fra i quali il MAC di Milano, il Gruppo A di Pesaro, l'Age d'Or e Forma 1 di Roma, I'astrattismo fiorentino, l'Art Club International e la Fondazione Origine di Roma, ecc. Dal 1953 ha fatto parte del Gruppo Numero di Firenze in tutte le sue manifestazioni in Italia e all'estero (Firenze, Pisa, Zurigo, Napoli, Milano, Ostenda, Venezia, Roma, Damasco, Prato, Taipej, Frederikshavn, Aarus, Parigi, Genova.) Ha fatto parte attiva del Gruppo Eclats di Parigi. Fondatore nel 1962 del Gruppo Levante di Macerata. Ha compiuto viaggi di studio in Germania, Spagna, Marocco, Tunisia, Jugoslavia, USA, Francia, Malta, Creta, Svezia. Ha eseguito affreschi, decorazioni, plastiche murali e graffiti a Macerata, Pesaro, Bologna, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Rimini, Teramo, Fano, Urbino, Matelica, Castelraimondo, Sede di Porto San Giorgio della Cassa di Risparmio di Fermo. Ha pubblicato "Carla viaggia", 1968 ed. Foglio OG., Macerata; "Neve, neve", 1976 ed. Nuova Foglio, Pollenza (MC); "I miei poeti" Laser Edizioni, Verona; "Aeroplano Ciao!", Finis terrae edizioni, Civitanova Marche; "Cavalli adriatici", edizioni Museo Storico del Tronto e Finis terrae, Civitanova Marche.

Ha eseguito illustrazioni di vari volumi e bozzetti di scenografie teatrali.
La matrice della sua ricerca si impianta sul terreno della situazione futurista maceratese che lascerà nelle sue opere quella traccia dinamica inconfondibile. Importante il suo incontro con Tano, animatore del Gruppo Boccioni di Macerata, cui fanno parte anche Monachesi , Peschi ed altri, che lascerà su Tulli un’ impronta durevole. Negli anni cinquanta stabilisce contatti e rapporti con le personalità artistiche principali e con i movimenti astratto-concreti , astratto – spaziali, astratto informali italiani ed europei, tra i quali il MAC di Milano, il Gruppo A di Pesaro, l’ Age d’Or e Forma 1 di Roma, l’ Astrattismo Fiorentino, la Fondazione Origine di Roma. Fa parte del Gruppo Eclat di Parigi e fonda nel 1962 il Gruppo Levante a Macerata.

Studia l’action painting , l’art brut , la figurazione neo-espressionista del gruppo Cobra, nonché le inflessioni surrealistiche della pittura automatica, che nella sua esperienza si trasfigura in una inedita sintesi. Sperimenta le tecniche del frottage e del collage.  Nel 1979 compie un viaggio a New York che ne matura le prospettive. Pubblica Carla viaggia (1968), Neve, Neve (1976) , I miei poeti , Aeroplano ciao, Cavalli Adriatici.
La Fondazione Cassa Risparmio della Provincia di Macerata gli organizza una mostra antologica a Palazzo Ricci nel luglio del 1998 dal titolo “ In bilico sull’ Arcobaleno” a cura di Giorgio Cortenova.
Muore a Macerata nel 2003.


Hanno scritto di luI...

Enrico Crispolti

“ … Dal 1973 la nuova stagione della ricerca pittorica di Tulli si definisce in tutta la sua ricchezza di esiti di larghissima e liberissima orchestrazione formale e cromatica, direi mettendo in gioco tutta la ricchezza di esperienze precedenti, ma con uno slancio inventivo nuovo, festoso, quasi in una passionalità immaginativa, nel gusto di creare nuovi aggregati di elementi formali, nuovi spettacoli inventivi di forme e colori … snoda il proprio racconto deputando i diversi elementi formali ad acquisire quasi ruoli di attori, differenziati e concorrenti nell’azione complessiva, nel racconto che si trama fra quegli elementi.”
(dal catalogo Wladimiro Tulli, Galleria Fonte d’Abisso, Milano, 1981)

Leo Strozzieri
"…Da autentico avanguardista focalizza nel futuro ogni potenzialità visionaria a tal punto da dar luogo ad un'estetica rivoluzionaria, di cui è quasi pioniere; e quando impiega strutture linguistiche desunte dal quotidiano (parlo qui del collage e dell'assemblaggio polimaterico che avevano avuto illustri predecessori come Matisse, Picasso, Braque, Schwitters, Carrà ed altri) carica i materiali usati di una misteriosa essenza catartica, metafora della rigenerazione politica, democratica che si sarebbe verificata dopo il ventennio. (…) Fare collage diventa pertanto liberazione, carismatica catarsi per la materia che sotto la regia di un magico bastone gioca a strutturarsi in morfologie intense, si presta ad impreviste ed imprevedibili soluzioni estetiche, per apparizioni, visioni, prospettive accelerate o pausate, descrizioni fantastiche, liriche o furiose per una vertigine incombente, dialettiche e talvolta speculari per un contatto immediato di Narciso con la propria bella figura. "
(dal catalogo Wladimiro Tulli - Collages e Polimaterici, Parise editore, Verona, 1993)

K.A. Irsigler
"...Le ragioni e gli effetti del futurismo hanno aperto un nuovo mondo nella ricezione dell'arte. Al contrario di quanto avviene per ciò che riguarda le innovazioni formali, come esse si configurano nei diversi stili e movimenti, il futurismo si è lanciato come una macchina da guerra distruttrice nel cuore della storia dell'arte occidentale. (…) Lei, egregio signor Tulli, rimane - come tutti sappiamo - un discendente diretto di quest'epoca così avvincente. Se nella pittura vi fosse una fiaccola olimpica da trasmettere da una generazione all'altra, la starebbe tenendo in mano. (…) mi permetta di procedere ad un'annotazione: ciò che io apprezzo particolarmente della Sua produzione è la leggerezza con cui essa sa bastare a se stessa. (…) Tutte le sue opere sono segni e testimonianze del nostro tempo. Ciascuna è una dichiarazione o ancora meglio, un cosmo in sé e per sé: il Suo cromatismo acceso, è addirittura coraggioso,, anche perché la maggioranza degli artisti contemporanei utilizza una tavolozza riduttiva quale segno di intellettualità finalizzato esclusivamente alla carriera."
(dal catalogo A Wladimiro Tulli - Una lettera, in "MozarTulli - hommage", Salisburgo, 2000)

Augusta Monferini
"...Il colore diviene per lui presenza magica ed energia viva; è un colore concreto, senza sfumature e intonazioni, duro e brillante come uno smalto che ora sgocciola in grumi densi, ora si distende in larghe campiture. Al colore negli anni Settanta e Ottanta si sposa in nuove forme la materia, ma è un elemento materico che pur tenendo presenti i modelli burriani, se ne distingue in modo netto. Ha infatti la valenza cromatica per eccellenza che interviene ad alleggerire e a dosare un racconto rigorosamente formale e costruttivo, imprimendogli un ritmo ora accelerato e gioioso ora disteso e sognante."
(dal catalogo Wladimiro Tulli - la mia preghiera, Fondazione Stauros Italiana Onlus, Teramo, 2000)


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